
■ Capo Sounion
Un bel promontorio a sud dell’Attica offre un’occasione unica per godere del tramonto immersi in un’atmosfera dolce e riposante: Capo Sounion, a soli 69 Km dalla capitale, conserva i resti del tempio dedicato a Poseidone, dio del mare. Da questo promontorio secondo il mito il re Egeo si tuffò dando origine alla denominazione del mare. Si raggiunge percorrendo la “Costa di Apollo”, ribattezzata “balcone dell’Egeo”, ricca di promontori a picco sul mare e piccole baie sabbiose. Tra le spiagge più belle e frequentate della Costa, Vouliagmeni e Lagounissi, rispettivamente a 10 e 30 Km dalla capitale.
■ Golfo di Saronico
La gita più classica che un Ateniese possa fare è quella alle Isole del Golfo di Saronico ( o Argosaronico).
Ci si va il fine settimana, per rilassarsi e godere del paesaggio e della natura senza andare troppo lontano da casa. Per tutti gli altri è una bella scoperta a due passi dalla capitale: piccole isole piene di bellezza.
Egina, con le sue pinete, è anche meta di cultura con il bel tempio di Atena Afea ( o Afaia), importante esempio d’architettura greca appena precedente all’era classica(490-500 a.C.) che domina l'isola con affacci sul mare su due lati.
Poros, forse la più nota, con piccole ma incantevoli spiagge e il monastero di Zoodòchos Pigi, del XVII secolo, a dominare dall’alto; separata dal Peloponneso da soli 200 metri, è un’isola di 28 Kmq composta da due isolotti , Kalavria e Sferià, collegati da un ponte.
Hydra , 6 Km per 23, è un’isola di grande bellezza, considerata monumento nazionale con i suoi palazzi bianchi e le sue stradine battute solo dal passo umano o da quello degli asini, unico mezzo di trasporto. Unica anche la sua architettura: la maggior parte degli edifici risale al XVIII secolo , le case sono disposte ad anfiteatro intorno al porto.
■ Corinto
L’area su cui sorgeva l’agorà di Corinto è oggi un vasto sito archeologico disseminato di resti di templi antichi e molte testimonianza d’epoca romana come le terme, il ginnasio, un arco trionfale, botteghe e case. Ma è soprattutto dominata dai resti del Tempio di Apollo, del VI secolo a.C.
A breve distanza dal sito antico il Canale di Corinto, che separa i Peloponneso dal continente, costruito nel 1896 e considerato opera tra le più importanti dell’ingegneria del 19° secolo. La sua storia comincia all’epoca di Nerone, quando l’opera fu iniziata con scavi che, prima di essere abbandonati, proseguirono per 3.300 metri. Oggi il canale vanta 6.346 metri di lunghezza ed ha impressionanti pareti che raggiungono in alcuni punti gli 80 metri d’altezza.
Corinto è legata anche al nome dell’apostolo Paolo, che qui predicò e che viene onorato e ricordato come patrono della città.
■ Micene - sito archeologico Patrimonio Unesco dal 1999.
Sull’acropoli di forma triangolare si possono vedere la celebre porta dei Leoni, la tomba di Agamennone e il palazzo reale, resti rinvenuti dai famosi scavi di Heinrich Shcliemann, secondo il quale - sulla base della descrizione dei poemi omerici - con essi si riportava alla luce ciò che rimaneva della città di Troia. Nel 1874 furono scoperte tombe di re e corredi funebri che parrebbero risalire addirittura ai XVI e XII sec a.C. Fra gli oggetti rinvenuti la famosa maschera funebre di Agamennone, oggi conservata al museo archeologico di Atene.
■ Epidauro - sito archeologico Patrimonio Unesco dal 1988
In età ellenistica era il centro dedicato al culto di Asclepio, divinità che guariva i fedeli, così numerosi che venne creato un santuario corredato di sale sempre più capaci e di luoghi di attesa e ristoro. Famoso ovunque è Teatro, realizzato su progetto di Policleto di Argo nel 340 a.C. e incomparabile per bellezza, armonia delle proporzioni e perfezione architettonica. L’orchestra di 20 metri di diametro, le gradinate avvolgenti, l’attento calcolo dello spazio scenico, la cavea perfettamente calibrata per un’acustica eccellente fanno si che ancora oggi il teatro sia utilizzato per rappresentazioni. Conservatosi quasi perfettamente nei secoli, dal 1954 fu sottoposto a restauro e utilizzato per la prima volta nel 1960, quando vi si rappresentò la Norma di Bellini con Maria Callas.
■ Olympia - sito archeologico Patrimonio Unesco dal 1989
Una città che divenne un vero santuario dello sport, ma anche della pace : i popoli entravano in una sacra tregua per partecipare alle numerose gare che, come le fonti hanno potuto trasmettere, dal 776 a.C. qui diedero vita ai primi giochi olimpici. Gli atleti venivano premiati con una corona d’ulivo e i giochi resero questo luogo famoso per secoli. Solo con l’imperatore Teodosio, nel 393 d.C., i giochi furono proibiti perché “pagani” e Olympia perse il suo splendore. Oggi del sito, i cui scavi iniziarono nell’Ottocento, si può solo immaginare l’antica bellezza. Poco rimane, anche se tutto rende il luogo suggestivo ed emozionante a partire dal passaggio a volta che conduce alla pista dello stadio dove si scorgono la linea di partenza e il cippo d’arrivo. Bellissimo il museo del sito: tra le opere, due frontoni e dodici metope di Tempio di Zeus e il favoloso Ermes di Prassitele.
■ Delfi - sito archeologico Patrimonio Unesco dal 1987
Situato nella Focide, alle pendici meridionali dei monti del Parnaso, è uno dei siti archeologici più visitati. Questo luogo avvolto di mistero era per i greci “l’ombelico del mondo” , forse il più venerato dell’antichità. Qui arrivavano da tutta la Grecia numerosi pellegrini a richiedere responsi all’oracolo del Tempio di Apollo, trasmessi in modo alquanto oscuro dalla sacerdotessa Pizia. Qui, sempre in onore di Apollo, si svolgevano anche le competizioni poetiche ( il Parnaso era anche dimora delle Muse) e i Giochi Pitici, precursori dei giochi olimpici, che si svolgevano a Delfi ogni quattro anni; prima delle gare sportive i giochi erano nati proprio come competizioni di poesia e musica. Tra i resti il tempio di Atena, i resti del santuario di Apollo del IV sec. a.C. , la via sacra che porta al tempio, il teatro, che aveva gradinate capaci di ospitare fino a 5000 persone in occasione dei giochi. Nel museo del sito la bellissima opera in bronzo dell’ “Auriga di Delfi” dedicata a Polyzalos, vincitore della corsa dei carri nel giochi del 475 a.C.
■ Meteore Patrimonio Unesco dal 1988
Nel cuore della Tessaglia, regione aspra e montuosa del centro della Grecia continentale, si trovano i famosi monasteri chiamati Meteore: “ta meteorà monoastiria” i monasteri sospesi, furono nominati per essere annidati così in alto, sulle inaccessibili rocce poste tra gole montane e paesaggi pieni di bellezza. Si pensa che queste rocce siano derivate per erosione dell’arenaria probabilmente 25 milioni di anni fa dal delta di un fiume che copriva la pianura tessala. I rilievi, plasmati dalle acque e dal vento, hanno poi formato quattro gruppi di torri , alte fino a 400 metri . I monasteri di Agios Stefanos, Agia Triada, Gran Meteora, Varlaam, Roussanou e Agios Nikolaos, oltre un settimo monastero disabitato, sono quelli sopravvissuti. Di altri rimangono solo pochi resti, o sono andati distrutti. La storia delle meteore è legata alle comunità di asceti che si rifugiarono presso i fianchi di queste torri rocciose fino a creare un vero sistema monastico: da qui però nel XIV secolo, per difendersi dai turchi, dovettero salire fino raggiungerne le cime. Un tempo raggiungibili solo attraverso un complicato sistema di carrucole, reti e scale a pioli, vi si arriva oggi senza particolare sforzo grazie a scalinate scolpite nella roccia.





