
Indonesia
LE FESTIVITA' E LE MANIFESTAZIONI
Le cerimonie sono frequenti ed è praticamente impossibile fare un viaggio in Indonesia senza imbattersi in un matrimonio, un funerale, una festa di villaggio, una cerimonia al tempio. Le nostre guide locali saranno sempre in grado d’informarvi sul calendario delle manifestazioni previste durante il vostro soggiorno, dandovi così il modo di potervi assistere.
IL KRETEK
Lungo le strade, nei locali e nei mercati, si sente un persistente profumo di spezie, in particolare cannella e chiodi di garofano, quelle maggiormente usate dagli indonesiani che le mettono dappertutto: nei cibi, nei gelati, nelle bevande e anche nelle sigarette. Le kretek sono appunto le tipiche sigarette
indonesiane aromatizzate con chiodi di garofano.
IL BATIK
Per fare un batik servono tre cose: un tessuto di cotone (o seta in alcuni casi), della cera e dei coloranti. La prima fase della lavorazione del batik riguarda la preparazione del tessuto che viene prima
accuratamente lavato, poi asciugato, poi trattato con olio vegetale e, infine, steso su un asse di legno e battuto per renderlo morbido e liscio. La seconda fase consiste nel tracciare il disegno seguendone i contorni con la cera da entrambi i lati della stoffa mediante il tjanting, un pezzo di canna di bambù
nella cui cavità è collocato un piccolo recipiente di ottone contenente la cera liquida e terminante con un beccuccio ricurvo da cui si fa scorrere la cera sul tessuto. Sucessivamente si copre tutto il tessuto con la cera, ad eccezione delle parti che vanno colorate con la prima tintura. La copertura si esegue su
entrambe le facce del tessuto prima di immergerlo nella tinozza del colore. Raschiata o fatta sciogliere la cera, si coprono le parti già colorate per permettere l’applicazione dell’altro colore. Fatto essiccare anche questo secondo colorante, viene asportata la cera e la stoffa è immersa in un bagno di acqua e
calce per migliorare il fissaggio dei colori. Il procedimento descritto riguarda il batik più semplice, dipinto con due tinte fondamentali, mentre per batik più complessi, le operazioni diventano più numerose.
IL GERINGSING
È un particolare tessuto originario di Tenganan e della comunità abbastanza particolare chiamata Bali Aga. In questo villaggio le tradizioni animiste sono gelosamente conservate e le donne portano nelle cerimonie i sontuosi tessuti in oro. Infatti il villaggio è famoso per l’antica tecnica di tessitura detta double ikat: i fili dell’ordito e della trama sono tinti prima della tessitura in funzione di uno dei venti motivi tradizionali che si vuole riprodurre. Il lavoro di tessitura può durare anche anni poiché il tempo ad essa dedicato è regolato dagli auspici degli sciamani e solo una tessitura nei momenti favorevoli rende magico il geringsing. Chi indossa questi tessuti è immune dagli influssi degli spiriti del male. Questi splendidi tessuti hanno prezzi molto elevati a seconda del tempo impiegato a realizzarli, quelli convenienti hanno, normalmente, piccoli difetti.
I RITUALI DI VITA BALINESE
Tutta la vita dei balinesi è consacrata alla religione e al culto degli dei. Ogni tappa importante è segnata da cerimonie sacre a cui partecipa tutta la comunità del villaggio. Al quarantesimo giorno di vita del neonato, la madre e il padre vengono purificati da un sacerdote e al piccolo vengono messi braccialetti, collanine e catenelle alle caviglie come amuleti che favoriranno una buona crescita. A 210
giorni dalla nascita, giorno in cui, secondo il calendario balinese, cade il primo compleanno del piccolo, viene allestita una grande cerimonia con offerte nel tempio di famiglia. Un sacerdote rade il capo del bambino lasciandogli solo un ciuffetto sulla fronte. I piedini del neonato per la prima volta toccano terra perché fino a questo momento era stato tenuto sempre in braccio. Questo è anche il giorno in cui gli viene dato il nome. I nomi variano secondo il grado sociale della famiglia e sono sempre gli stessi. A tre anni i bambini sono svezzati. Raggiunta l’età della pubertà, gli incisivi superiori sono limati: questa cerimonia ha il compito di non far somigliare i bambini agli spiriti maligni o agli animali e di tenere
lontano i sei difetti capitali della natura umana: amore per il lusso e la fama, piacere dei sensi, indifferenza, pigrizia, indecisione e attaccamento ai beni terreni. Per le ragazze c’è un’altra cerimonia che segna l’ingresso nella pubertà. L’età canonica per il matrimonio è tra i 18-20 anni per le donne e 24 anni per gli uomini. È una tappa obbligatoria per ogni balinese poiché, finchè l’uomo non è sposato, non
può far parte dell’associazione del villaggio e avere un ruolo importante negli affari della comunità.
Infine le cerimonie funebri costituiscono per i balinesi un’occasione di festa poiché credono che la morte del corpo rappresenti l’inizio di una nuova vita per l’anima. Mediante la cremazione, il cui adempimento è un dovere sacro, l’anima liberata può raggiungere le sfere superiori e reicarnarsi in altri esseri viventi. È molto costosa e le famiglie meno abbienti devono attendere lunghi anni prima di poterla celebrare. Nel giorno stabilito, i cadaveri vengono rimossi da dove erano stati provvisoriamente sepolti e trasportati nel luogo della cremazione secondo un complicato rituale. È ormai comune la scelta di cremazioni collettive in modo da ridurre le spese. Anche la morte è un’occasione per celebrare cerimonie e feste.





