Metamondo Tour Operator
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La Via della Seta

La nascita della Via della Seta può essere simbolicamente datata 105 a.C., anno in cui le autorità della Partia (l’attuale Iran) e della Cina, il paese inventore della seta e detentore del segreto della bachicoltura, si scambiarono le ambascerie con cui veniva suggellato il primo commercio ufficiale bilaterale lungo una carovaniera che collegava i due regni.

 

Nel volgere di alcuni secoli il commercio della seta andò intensificandosi ed estendendosi, così come le vie commerciali, fino a diventare il ponte tra Cina e Mediterraneo. I percorsi faticosi e pericolosi, attraversavano boschi, alte montagne e distese desertiche; spesso i mercanti li percorrevano in condizioni climatiche insostenibili, viaggiando su cammelli o cavalli che si spostavano molto lentamente. Le oasi e le città si svilupparono e si ingrandirono proprio grazie ai mercanti che lì si fermavano per rifocillarsi, per far riposare gli animali, per pagare i dazii o per cambiare carovana. L’Asia centrale ne era il cuore, ed ebbe fin dall’inizio il ruolo di mediazione tra i grandi imperi, cinese e romano.

 

Alla metà della lunga Via, l’odierno Uzbekistan costituiva il territorio ideale per la sosta e lo smistamento delle carovane, forniva gli animali, tra cui i famosi cammelli battriani a due gobbe, e per questo in città come Samarcanda o Bukhara sorsero numerosi i “rabat”, i caravanserragli, con alloggi, stalle e magazzini, per depositare le mercanzie; ma anche altri e nuovi servizi, come i sensali, che redigevano i contratti, gli uffici bancari per il credito e i mercati. In oltre mille anni, tra le molteplici rotte alcune furono abbandonate per sempre, altre modificarono in parte il tracciato, a volte aumentando le ramificazioni.

 

Ma, oltre il tempo e le singole e diverse carovaniere, la “Via della Seta” che resistette tra periodi di declino e di rinascita dal II a.C. al XIII secolo d.C., partiva all’estremità orientale dalla capitale cinese Chang’an (la moderna Xian), proseguiva verso nord-ovest fino all’oasi di Dunhuang, dove si biforcava in due percorsi che - l’uno a nord, passando per Loulan, Turfan, Kucha e Aksu; l’altro a sud, per Miran, Khotan e Yarkand - lambivano il bacino del Tarim e il temibile deserto del Taklamakan, oltre il quale si ricongiungevano a Kashgar. Da qui la Via valicava i passi montani del Pamir e del Tian Shan, per scendere nella Valle di Fergana, raggiungere Kokand e continuare per Tashkent, Samarcanda e Bukhara e, dopo Merv, giungere nell’altopiano iraniano, fino ad Hamadan, dove la biforcazione portava o verso Baghdad, Palmyra e Tiro, oppure verso nord al Mar Nero, la Turchia e poi la Siria. Al centro di questa principale rotta ve ne erano altre che conducevano a sud verso l’India o superavano le steppe di Saka (Scizia) e proseguivano a nord fino al Volga.

 

La denominazione “Via della Seta” fu coniata dal geografo tedesco Ferdinand von Richtofen, nel 1877 ma i primi racconti legati alle rotte commerciali che univano il Mediterraneo all’Asia orientale si diffusero in Italia intorno al XIV e al XV secolo, tra questi i più importanti restano Il Milione di Marco Polo e La Pratica della Marcatura di Francesco Balducci Pegolotti.

 

Oggi la Via della Seta rappresenta invece un luogo quasi mitico, capace ancora di raccontarsi sorprendentemente anche al più disincantato viaggiatore occidentale.


la via della Seta

 
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